La storia della Famiglia Tarantino comincia proprio da Capri, da quell’isola progettata come paradiso terrestre che, come scrive Cerio, sembra essere “un quadro d’autore firmato da Dio”. E dovevano essersene accorti anche gli antichi, se già i romani, ai tempi dell’Impero, ed ancor prima, strinsero con l’isola rapporti intensi e continuativi. L’imperatore Tiberio la scelse addirittura come propria dimora estiva, per ivi dedicarsi ad ozi, piaceri e relax, immerso in straordinarie bellezze naturali.

In uno degli scenari più suggestivi dell’isola, sulla stradina che conduce all’Arco Naturale, sorgeva un’antica dimora settecentesca, un tempo adibita ad abitazione. Agli inizi del ‘900 la costruzione fu trasformata in locanda. I primi ad apprezzare il soggiorno in questo angolo di paradiso terrestre, furono turisti nord europei ed americani, i quali non credevano ai propri occhi affacciandosi dalle finestre della locanda. Uno straordinario panorama era proprio lì, davanti a loro; gran parte dell’isola, dal centro fino alla baia di Marina Piccola, si stendeva solenne e solare, fra il blu intenso del mare e il verde della vegetazione.


Il settecentesco edificio, che ha mantenuto inalterate le antiche merlature “a castello”, ha nel tempo adeguato gli ambienti agli standard di comfort richiesti da un turismo sempre più’ numeroso e internazionale; per volere e desiderio di Mario e Liliana Tarantino, i patron, ha però sempre conservato un’atmosfera autentica, discreta, famigliare.,

Nei primi anni ‘60 la locanda diventa
Hotel Belsito, e all’attività dell’accoglienza la famiglia Tarantino affianca quella della ristorazione; nasce così il Ristorante Belsito, che propone la cucina caprese più’ autentica, nello scenario incantato di un giardino dal quale si gode di un panorama indimenticabile.



Ma é la strada che dal Belsito conduce verso Monte Tiberio, in direzione di Villa Jovis, che porta direttamente al cuore della tradizione dei Tarantino. Lungo quella strada in salita si trova infatti
La Savardina, il caratteristico ristorante cui Eduardo, papà di Mario, ha indissolubilmente legato il suo nome.

Narra la leggenda, perché ormai di questo si tratta, che papà Eduardo accogliesse i visitatori stanchi e accaldati dalla camminata, e li invitasse ad accomodarsi nel suo giardino, sotto fresche fronde, fra soavi profumi. Rifocillati da prelibate frittelle di fiori di zucca e vino fresco dell’isola, improvvisamente la stanchezza scompariva e il turista, sorpreso da tanta ospitalità, si lasciava volentieri tentare dai sapori antichi di morbide e succose parmigiane, di profumati ravioli capresi, di aromatici conigli e… perché no, dalle melodie che Eduardo stesso amava intonare, con voce forte e penetrante.

Oggi patron Eduardo, avanti negli anni, ha lasciato ai suoi nipoti, Claudia ed Eduardo junior, la cura e la conduzione del suo giardino, affinché i numerosi visitatori continuino a godere di quella perfetta armonia tra passato e presente che é lo spirito stesso dell’ospitalità del popolo caprese.







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